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Evoluzione dei pianeti

 

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EVOLUZIONE DEI PIANETI

I pianeti del Sistema Solare presentano una composizione diversa, proprietà fisiche diverse e anche ambienti diversi.

Come mai si hanno queste differenze se i pianeti sono nati tutti dalla medesima nebulosa primordiale?

Tutto dipende dell'evoluzione che tali pianeti hanno avuto. 

Per comprendere meglio l'accaduto dobbiamo distinguere l'evoluzione dei pianeti di tipo terrestre, dall'evoluzione dei pianeti di tipo gioviano.

 

PIANETI DI TIPO TERRESTRE

L'evoluzione dei pianeti più vicini al Sole, i cosiddetti pianeti di tipo terrestre, è stata caratterizzata da due fenomeni:

  • l'impatto con un elevato numero di asteroidi;

  • il decadimento dei materiali radioattivi al loro interno.

 

Entrambi questi fenomeni hanno portato al raggiungimento di temperature tali da rendere l'interno del pianeta fluido e da far sprofondare verso il centro elementi pesanti come il nichel e il ferro. All'interno di questi pianeti si sono formati dei nuclei metallici, molto densi.

Gli elementi più leggeri, come sodio, silicio, potassio, ossigeno, calcio, iniziarono a galleggiare sul nucleo dando vita ai mantelli formati da ossidi e silicati.

Dopo una prima fase di fusione e di surriscaldamento, vi fu un graduale raffreddamento che portò ad un processo di solidificazione. Grandi quantità di materiale gassoso fu liberato insieme a quello proveniente dall'impatto con le comete

Mercurio, il pianeta più caldo e più piccolo, non riuscì a trattenere nessun gas o vapore. Per questo motivo è praticamente privo di atmosfera.

Marte, più freddo e più grande, fu coperto da un involucro di anidride carbonica.

Venere e la Terra, situati tra Mercurio e Marte, riuscirono a trattenere i gas più pesanti e l'acqua sotto forma di vapore: per questo essi sono circondati da un'atmosfera formata da anidride carbonica e azoto.

L'atmosfera dei pianeti ha subito successivamente degli ulteriori cambiamenti in seguito:

  • e, per quanto riguarda la Terra, in seguito ai processi biologici.

 

 

PIANETI DI TIPO GIOVIANO

Essendo i pianeti gioviani più distanti dal Sole attirarono maggiori frammenti di ghiaccio. Le loro dimensioni crebbero al punto da essere capaci di trattenere gli elementi più leggeri.

I loro nuclei, formati da rocce e ghiaccio, si coprirono di involucri di idrogeno ed elio. La pressione esercitata dall'atmosfera fece sì che l'idrogeno desse vita ad oceani liquidi.

 

FORMAZIONE DEI SATELLITI

I satelliti, molto probabilmente, si sono formati con un meccanismo analogo a quello con il quale si è formato l'intero Sistema Solare: cioè dall'aggregazione di materiale che ha iniziato a ruotare intorno ai corpi celesti cresciuti più velocemente grazie alla loro forza di attrazione.

 

FORMAZIONE DELLE COMETE

Nelle zone del Sistema Solare più distanti dal Sole, il vento solare spinse materiali meno densi e, in modo particolare, acqua. Questa iniziò ad aggregarsi formando dei nuclei ghiacciati.

I pianeti gioviani iniziarono ad influenzare l'orbita di tali nuclei: alcuni vennero attirati verso i pianeti, altri furono scaraventati verso l'esterno. Proprio questi ultimi andarono a formare la fascia di Kuiper e la nube di Oort.

 

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